Domenico FATIGATI

DOMENICO MIMMO FATIGATI
“RIGORE COSTRUTTIVO –  ASTRAZIONE GEOMETRICA”
Mostra a cura di Studio Archeo900 – Ferrara

  • La scheda tecnica completa con costo nolo mostra, valore assicurazione e condizioni varie, verrà spedita su richiesta scrivendo a info@archeo900.com o contattando il curatore Arch. Alberto Squarcia al 0039.335.1363928

 

Lo Studio Archeo900 propone la mostra di opere di Domenico Fatigati quale artista internazionale dell’Astrazione Geometrica.
Fatigati realizza opere di notevole ricerca cromatica e di grande rigore costruttivo.
Le sue sono opere che dialogano con il design e con l’architettura razionalista e che raggiungono vertici di minimalismo compositivo di grande effetto.  Le sue realizzazioni stupiscono per gli effetti tridimensionali che  le accurate elaborazioni producono sulle tavole e sulle tele.
E’ un artista architetto che piace agli architetti e ai designer più raffinati.

“Equilibrio e misura, ovvero ordine psicologico e ritmo compositivo paiono a primo avviso i caratteri della produzione artistica di Domenico Mimmo Fatigati, artista serio, schivo, attivo operatore culturale impegnato da anni nel suo antico territorio del circondario partenopeo”
Da Exibart 2017

Un ottimo articolo nel Blog di Carlo Franza sui suoi lavori. Si consiglia la lettura.
https://blog.ilgiornale.it/franza/2020/10/25/domenico-fatigati-ricostruisce-lo-spazio-tra-colori-luce-e-movimento-e-lapoteosi-delle-primary-structures-opere-in-mostra-a-milano-da-artestudio-26/

Scrive Giorgio Agnisola dei lavori di Fatigati:
Al di là delle dinamiche percettive che indubbiamente sono alla base delle diverse forme di arte visuale, c’è una categoria che fenomenologicamente e per certi aspetti antropologicamente le soprintende, è quella della meraviglia. Vi si possono connettere la perfezione della tecnica e del mestiere, il fascino di una presa profonda e talora misteriosa dell’emozione. Ma nella meraviglia vi è di più. Vi sono un carattere del cuore e una condizione dell’anima che possono implicare un’apertura al trascendente e persino un avvertimento teologico, come è accaduto in molte opere del suprematismo e dell’arte costruita. In realtà nel riflesso dello sguardo la meraviglia, intrinsecamente, è la condizione stessa dell’arte, come manifestazione dell’insolito che irrompe nel convenzionale, che disorienta e sorprende in nome di una necessità altra, interna e misteriosa, di una libertà che viene dal profondo ed è aperta alla creazione.”


Domenico Mimmo Fatigati è nato nel 1949 ad Acerra (NA- Italia) dove ancora oggi vive e lavora.
Dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’Arte “F. Palizzi” e successivamente l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, nel 1969 inizia la sua attività artistica con la partecipazione al Premio Nazionale d’Arte Visiva La Feluca d’Oro di Bari – riscuotendo in tale occasione, da subito, un ampio successo di critica. Sebbene ancora studente, assiduo frequentatore dello studio del maestro Luigi Pezzato, è stato a sua volta membro di parecchie commissioni giudicatrici mentre è dal 1981 che dirige uno spazio espositivo denominato Il Ritrovo dell’Arte. Il creativo campano è insegnante di geometria descrittiva al Liceo Artistico e non solo, e nel 1989 è stato artefice della nascita dell’Istituto d’Arte “B. Munari” della città natale presso cui ha ricoperto la carica di responsabile. Da sempre interessato all’Optical Arte e all’Astrattismo, ha esposto in numerose mostre Collettive e Personali in Italia e all’estero (Caserta, Savona, Mantova, Napoli, Bruxelles) e vanta la permanenza di proprie opere in prestigiose gallerie. Parte della sua produzione artista è, comunque, altresì già appartenente a collezioni private. Aderente al gruppo Astractura dal 2011 a marzo 2015, da aprile del medesimo anno è cofondatore del movimento Linearismo Cromatico caratterizzato dall’impiego predominante della linea e del colore (manifesto presentato ufficialmente, con la firma degli artisti, alla Pinacoteca di Gaeta il 12/12/2015). Immediatamente è evidente come gli elaborati di Domenico – Mimmo Fatigati, citando l’accademico Giorgio Agnisola, si fondino su <<ricerche connesse con la percezione visiva e per la maggiore con le suggestioni e le dinamiche di un segno rigoroso e geometricamente scandito (…)>>.  L’artista ricorre ad oggetti e sagome con cui costruisce assetti modulari e rilevati (…). Si tratta di strutture, di pannelli concepiti come macchine visive, più o meno complesse e articolate, anche sul piano cromatico (…) utilizzando in genere oggetti di forma identica, ordinati secondo correnti variabili della direzione, del verso, del colore. Quest’ultimo subisce il riflesso della luce in relazione alla sua posizione>>. Ma è poi sull’equilibrio-squilibro proprio delle forme e del colore, sugli intrecci, sugli incastri, sulle sovrapposizioni, sui toni, sul rilievo e sulla profondità degli inserti usati in relazione al piano di appoggio che Mimmo arriva, infine, a lavorare in maniera dinamica. Una sintesi fatta di rigorosi tasselli visivi internamente modulati non solo nella forma e nel colore ma anche in reciproco rapporto cromatico e spaziale. I materiali scelti sono cilindretti e stecchini di legno, rondelle di metallo, striscioline di laminato plastico e altro a dar vita ad immagini aniconiche, in una tecnica mista caratterizzata dall’uso di alcune sorta di griglie percettive, grazie all’uso del colore e della grafica. È inoltre infine il prof. Gaetano Romano ad aver posto l’accento sulla ricerca di Mimmo non propriamente segnica ma piuttosto, su quella <<ricadente dal  sul versante sociale o sociologico – che vedono l’artista impegnato ad elaborare visioni e trame, nonché facciate articolate richiamanti le architetture compositive di moderni edifici razionali e geometrici, frutto delle fantasie compositive di architetti ed urbanisti, che destinano questi spazi preconfezionati ad un’umanità invece sempre più alla ricerca di spazi e libertà. (…) paesaggi deteriorati dalla deforestazione e dall’edilizia illegale, di un’architetture sciatta e utilitaristica, di oggetti le cui forme non conservano  più traccia dell’accorto operato e dell’attenzione umana>>.

Prossime mostre: Ferrara, Castelmassa, Napoli, Gaeta, Terni

Hanno scritto di lui: G. Agnisola; M. Coppola; L. P. Finizio; A. P. Fiorillo; A. Montano; R. Pinto; G. Romano; I. Sabatino; N. Scontrino.

Si sono interessate le seguenti testate giornalistiche: Il Mattino; Il Roma; La Stampa; La Repubblica; Corriere del Mezzogiorno; Effetto Arte; Expo Arte; Il Caffè; Arte x Arte ed altre locali.